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Posts Tagged ‘festa di compleanno’


Stavo tornando a casa, ero distrutto, avevo guidato sei ore dietro fila senza una pausa. Scendo dalla macchina e mi accorgo che il pischello che abita qui sopra sta dando la festa di compleanno. Entro nel cancelletto mentre vengo assalito da un bambino sui due anni che tiene un fazzoletto sporco di muco e briciole, mi fa “me lo tieni papà”. Arrivo al portone d’ingresso senza farmi notare dalla madre del festeggiato, sono in disparte che mi tengo gli occhiali da sole incollati alla faccia, non faccio che respirare e basta, il resto lo tengo a bada. Vuoi una fetta di torta? Cosa? E’ il compleanno del mio bambino, la vuoi una fetta di torta? No grazie, grazie no. Vengo assalito da bambini che mi tormentano lì davanti alla porta d’ingresso, pop corn per terra e rumore di scoreggia, odore di scoreggia e pannolino gonfio, un inferno quindi. Cerco di mettere il prima possibile la chiave dentro la porta ma  non ci riesco per via di una busta piena di schifezze che copre la serratura…intanto ho seguito con la coda dell’occhio una nonna che si sta alzando e venendo proprio da me, mi punta con quella falcata zoppa ma decisa, di un vecchio senza bastone con le ossa grosse e l’osteoporosi. Son quelle nonne che non hanno un cazzo da fare e hanno avuto un sacco di insoddisfazione con i figli, puntano tutto sui nipoti; quelle nonne che ogni tanto portano il passeggino credendosi le madri, e invece sono solo delle ipocrite che hanno rovinato la vita dei loro figli con la speranza di portare il proprio sogno di morte nel destino di una creatura diversa. Quindi mi raggiunge la signora, mi fisso sulla serratura “è un gran bel compleanno questo! è l’ingresso in società del giovane Eugenio…lo sa che è la sua prima festa di compleanno…quanti bambini avrebbero voluto una festa del genere per i tre anni!” in quel momento giro la testa e con un occhiata rapida fotografo quello scenario di bocche gonfie e muco pendulo. Cerco di mettere a fuoco quei volti così presi dal niente che si stanno dimenando nelle carcasse ridondanti, gridano con un acuto da spaccare bicchieri, giovani padri che indossano scarpe senza lacci, facili da indossare; madri indaffarate nel cercare una sistemazione geometrica di una bibita sul tavolo. In quell’istante cerco di concentrarmi su di un bambino in particolare e mandargli la mia benedizione…Speriamo un giorno tu te ne possa dimenticare… lui mi guarda e senza fare altro scoreggia forte liberandosi del tutto

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